SCUOLA DI BOTTEGOTTO O DI PRATOLUNGO
La scuola viene indicata con due nomi, in quanto essa ebbe
sede dapprima in una poi nell'altra borgata, adiacenti ma
divise dal torrente Orco e collegate da un ponte. Una "scuola
mista irregolare" è istituita a Pratolungo nel 1889-90: ha
49 alunni (23 m. e 26 f.) e di questi 29 (13 + 16) sono presenti
a fine anno; la scuola però non risulta più elencata nei documenti
del 1898-99. La prima sede di cui si ha memoria era nella
borgata Bottegotto, spostata verso valle, in località detta
"Primavera"; successivamente e sino a circa il 1960 la scuola
fu sistemata in un locale d'affitto, sempre in borgata Bottegotto
fino a quando venne costruito un apposito edificio nella frazione
Pratolungo. Alla scuola di Bottegotto e Pratolungo vi affluivano
anche gli alunni delle borgate Fornello, Ronco, Comba.
(Fonte: Angelo Paviolo, Scuole Maestri Alunni
delle Valli Orco e Soana, nel ricordo di alcuni protagonisti,
1993, Comunità Montana Valli Orco e Soana)
Edificio che ospitava la scuola a Pratolungo
Volete vedere come è la
vecchia scuola oggi?
Presto la vedrete on line!

SANTA LUCIA, 13 Dicembre

Santa Lucia nacque a Siracusa, ma non si
conosce con certezza la data. La sua vita d'altra parte è
intessuta di elementi leggendari, che stanno a testimoniare
l'enorme venerazione di cui la santa ha goduto e gode. La
sua passio afferma che Lucia subì il martirio sotto Diocleziano,
per cui si è voluto fissare la data di nascita al 283. Il
più antico documento che la riguarda è un'iscrizione del V
secolo in cui si parla di una certa Euskia, morta il giorno
"della mia patrona Lucia".
Secondo la passio la giovane apparteneva
a una ricca famiglia siracusana, promessa sposa a un pagano.
Per una malattia della madre compì un viaggio a Catania, per
visitare il sepolcro di S. Agata, sul quale pronunciò il voto
di conservare la verginità. Distribuì perciò i beni ai poveri
e rinunciò al matrimonio. Arrestata su denuncia del fidanzato,
fu sottoposta a diverse torture: condotta in un lupanare,
trascinata da una coppia di buoi, cosparsa di pece bollente,
posta sulla brace ardente. Per sfuggire al carnefice si strappo
gli occhi. Solo dopo questi tremendi tormenti cadde sfinita
e morì. Le sue ossa non si trovano a Siracusa in quanto, come
pare, trafugate dai bizantini, Furono portate a Costantinopoli,
da dove furono saccheggiate dai Veneziani.
L'iconografia risente fortemente dell'episodio
dello strappo volontario degli occhi in quanto la santa i
raffigurata con una tazza in mano su cui sono posti gli occhi.
Altri attributi possono essere una spada oppure anche una
tazza da cui esce una fiamma. La sua festa cade il 13 dicembre.
Prima dell'introduzione del calendario moderno (1580) si celebrava
il 21 dicembre il giorno del solstizio invernale, da cui il
detto "S. Lucia il giorno più corto che ci sia".
Ogni anno, a Pratolungo, il 13 Dicembre viene
celebrata la festa patronale della borgata con una messa nella
chiesa della frazione.
SANT'ANDREA, 30 Novembre

Tra gli apostoli è il primo che incontriamo
nei Vangeli: il pescatore Andrea, nato a Bethsaida di Galilea,
fratello di Simon Pietro. Il Vangelo di Giovanni (cap. 1)
ce lo mostra con un amico mentre segue la predicazione del
Battista; il quale, vedendo passare Gesù da lui battezzato
il giorno prima, esclama: "Ecco l’agnello di Dio!".
Parole che immediatamente spingono Andrea e il suo amico verso
Gesù: lo raggiungono, gli parlano e Andrea corre poi
a informare il fratello: "Abbiamo trovato il Messia!".
Poco dopo, ecco pure Simone davanti a Gesù; il quale
"fissando lo sguardo su di lui, disse: “Tu sei
Simone, figlio di Giovanni: ti chiamerai Cefa”".
Questa è la presentazione. Poi viene la chiamata. I
due fratelli sono tornati al loro lavoro di pescatori sul
“mare di Galilea”: ma lasciano tutto di colpo
quando arriva Gesù e dice: "Seguitemi, vi farò
pescatori di uomini" (Matteo 4,18-20).
Troviamo poi Andrea nel gruppetto – con Pietro, Giacomo
e Giovanni – che sul monte degli Ulivi, “in disparte”,
interroga Gesù sui segni degli ultimi tempi: e la risposta
è nota come il “discorso escatologico”
del Signore, che insegna come ci si deve preparare alla venuta
del Figlio dell’Uomo "con grande potenza e gloria"
(Marco 13). Infine, il nome di Andrea compare nel primo capitolo
degli Atti con quelli degli altri apostoli diretti a Gerusalemme
dopo l’Ascensione.
E poi la Scrittura non dice altro di lui, mentre ne parlano
alcuni testi apocrifi, ossia non canonici. Uno di questi,
del II secolo, pubblicato nel 1740 da L.A. Muratori, afferma
che Andrea ha incoraggiato Giovanni a scrivere il suo Vangelo.
E un testo copto contiene questa benedizione di Gesù
ad Andrea: "Tu sarai una colonna di luce nel mio regno,
in Gerusalemme, la mia città prediletta. Amen".
Lo storico Eusebio di Cesarea (ca. 265-340) scrive che Andrea
predica il Vangelo in Asia Minore e nella Russia meridionale.
Poi, passato in Grecia, guida i cristiani di Patrasso. E qui
subisce il martirio per crocifissione: appeso con funi a testa
in giù, secondo una tradizione, a una croce in forma
di X; quella detta poi “croce di Sant’Andrea”.
Questo accade intorno all’anno 60, un 30 novembre.
Nel 357 i suoi resti vengono portati a Costantinopoli; ma
il capo, tranne un frammento, resta a Patrasso. Nel 1206,
durante l’occupazione di Costantinopoli (quarta crociata)
il legato pontificio cardinale Capuano, di Amalfi, trasferisce
quelle reliquie in Italia. E nel 1208 gli amalfitani le accolgono
solennemente nella cripta del loro Duomo. Quando nel 1460
i Turchi invadono la Grecia, il capo dell’Apostolo viene
portato da Patrasso a Roma, dove sarà custodito in
San Pietro per cinque secoli. Ossia fino a quando il papa
Paolo VI, nel 1964, farà restituire la reliquia alla
Chiesa di Patrasso.