
Il nome “Pratolungo”
si pensa derivi dal nome dell’infeudato, vale a dire colui
che ha ricevuto l’investitura e le terre dai conti di Valperga
e San Martino; nel nostro caso fu un certo “Pratolungo
Casimiro” ma il primo documento riportante questo nome
risale al 1847.
Il territorio di Locana forse già dal 1580-1600, venne
suddiviso in 10 Ducati forse per facilitare l’accatastamento
dei terreni o meglio ancora per favorire la ripartizione fiscale:
il Ducato di Pratolungo, faceva parte dei 4 ducati superiori di
Locana e comprendeva: Pratolungo, Rocca, Lasumo e Fornello.
Nei rogiti notarili, il Notaio (fino al 1900) citava la Borgata
ed il Ducato di appartenenza e risulta che al ducato di Pratolungo
appartenevano: Regione Serlonetto (sotto il Deir Tanaglione),
la Giera, Piani Superiori, Pian Serlonetto e i Campassi, Prato
delle Moglie, Cantel, Regione Rocca, Foppa , Sar , Regione Carbonere,
Regione Pian Reiner, Comba.
Ogni ducato tramite il “console” pagava delle somme
di denaro a titolo di spese di guerra al notaio incaricato della
raccolta che, a sua volta, le doveva versare agli esattori del
fisco sabaudo.
Per ogni Ducato veniva eletto un Sindaco ed un Consigliere fino
all’inizio del 1800, quando si avrà un solo Sindaco
per tutto il Comune di Locana. Per il Ducato di Pratolungo per
esempio “nel 1689 venne eletto sindaco un certo Gio Giaco
del fu nobile Gio Tommaso Magnetti …. e consigliere un tale
Antonio Vairo”.
Il nome Ducato deriva da “ducato”
che era una misura agraria usata nel territorio di Locana, ed
il prezzo variava da borgata a borgata. Un ducato era uguale a
3 tavole e 9 piedi oppure a 9 are e 93 centiare. I prezzi per
esempio erano i seguenti: Fornello (Ducato di Pratolungo) lire
50 al ducato; Chioso (Ducato di Pratolungo) lire 60.
Per raggiungere il Ducato di Pratolungo occorreva
ed occorre tuttora attraversare l’Orco; il primo ponte era
in legno della lunghezza di 15 m e larghezza 1,25 m. e fu ricostruito
nel 1853 seguito appalto e nuovamente nel 1865 da Chiri Antonio
(poiché distrutto nell’agosto 1863) per la necessità
degli abitanti di Pratolungo che all’epoca erano 500.
“La strada di Pratolungo che conduce alla Borgata del Ducato
stesso ha inizio nel Cassinale di Bottegotto dipartentesi dalla
strada maestra di Noasca e traversando il fiume Orco prende la
direzione verso sera e notte in pianura, e passato il Rivo Capella
costeggi a notte il Cassinale della Foppadei Coello e di là
si volge tra levante e notte, e conduce alla borgata di Pratolungo.
Sortendo poi da questa borgata in pianura con andamento irregolare
si arriva fino al Cassinale detto li Piani di Mezzo, passando
per quelli del Chioso e delli Piani Inferiori. Il suolo è
in piano e i terreni laterali sono coltivi a prato e campo, parte
boschiti di castagne e parte infruttiferi.
Per attraversare il Rivo Capella vi era pontiglia in legno lung
m.6 e larga m.1., attualmente è con soletta in cemento
armato e mancorrenti in ferro.”
La borgata di Pratolungo, si pensa che, come
tutti i borghi medioevali, fosse chiusa da case contigue e da
una porta che veniva chiusa durante la notte e nei periodi di
pestilenze per evitare il passaggio degli estranei. Conserva tuttora
questa caratteristica con le case addossate l’una sull’altra
senza interruzioni, infatti per accedervi si deve transitare per
un punto obbligato molto stretto dove un tempo vi era certamente
la robusta porta.
Inoltre dal censimento dei molini del 1719 è noto che Pratolungo,
come altre frazioni di Locana, aveva un molino “con piccola
ruota” di proprietà del Signor Fascio Giuseppe che
derivava l’acqua dall’Orco.
Attualmente il territorio del vecchio ducato
di Pratolungo conta circa 100 persone che abitano stabilmente
tutto l’anno, durante l’estate o i fine settimana
però la popolazione raddoppia.
(Fonte: Mario Contratto, Locana e i Dieci Ducati - Pont e
Valle 1545-1900, 1994)